Resta il Lecce in serie A, prima di tutto. E basterebbe per piangere ed abbracciarci, per sfogare finalmente appieno mesi di tensione. Ma resta anche qualcos’altro, vediamo cosa.
UNA SALVEZZA DI RIGORE
11 metri. Solo 11 su 105, tanti quanto è lungo un campo da calcio, anche se a volte sembra anche di più. 11 metri che possono essere dannati, beati, sicuramente spesso decisivi, spartiacque tra gioie e dolori, tra risultati raggiunti e percorsi interrotti, tra il sorriso di chi vince e le lacrime di chi perde. 11 metri che ieri all’81esimo parevano dover decretare l’ennesimo risultato negativo degli ultimi 3 mesi, con musi lunghi e malumori già pronti a trascinarsi per un’altra settimana. E invece no, invece succede che il mondo si capovolge, che da un rigore parato nasce uno segnato al 111esimo, quasi come dal letame De Andrè faceva nascere un fiore. E nasce da lì la salvezza del Lecce, proprio dai calci di rigore: quello di Monza dopo quello della speranza con l’Udinese. Sempre da lì, dagli stessi 11 metri. Una salvezza di rigore
VIKINGS
No, la serie Netflix che spopola da qualche anno non c’entra nulla. Centrano invece due uomini che hanno origine profonda nella terra dei vichinghi, quella terra fredda, umida e nebbiosa che tempra le anime e gli spiriti di chi la abita, fino a forgiargli come guerrieri pronti a tutti per raggiugere il proprio obiettivo. Due uomini ieri decisivi, in senso opposto, ma allo stesso modo. Perché se Christian Gytkjaer da Roskild, Danimarca, è stato il protagonista negativo per i suoi con rigore “sbagliato” e rigore causato, Morten Hjulmand da Kastrup, Danimarca, lo è stato in positivo, con quasi 40 minuti di intensità, animo e dinamismo e quel cross in area fermato proprio dalle braccia del suo connazionale allo scadere. Due destini diversi ma comuni, per due connazionali che, per ragioni opposte, appaiono al passo d’addio con le rispettive compagini. Ma due uomini duri, che hanno sempre saputo decidere le fortune delle proprie squadre semplicemente facendo ciò che hanno nel sangue, combattere come Vikings.

E’ QUI LA FESTA
Video osè, spumanti, canti e balli ci arrivano ormai ininterrottamente dalla festa di ieri all’U-Power Stadium di Monza. Una gioia bella, sana, di chi come Baroni crolla in ginocchio dopo il rigore decisivo pensando al padre scomparso o di chi, come Gallo, non ci pensa due volte a liberare entusiasmo e gioielli al vento.
Ma la vera festa del Lecce è qui, tra la sua gente, esattamente dove lo è sempre stata semplicemente perché questa è terra che condivide gioie, passione e dolori ma che sa anche dare il meglio quando c’è da rendere onore a ciò che di buono si è fatto.
E allora li aspettiamo qui, i nostri eroi, a riempire il Via Del Mare, per partire in processione verso il centro dopo la partita, per aspettare il pullman scoperto in piazza Mazzini fino a tarda notte. Perché quando la strada è lunga, ardua ed impervia il traguardo è ancora più bello. E questo, vissuto con voi da queste pagine, amici giallorossi, è davvero bellissimo.