Carmine Tundo: da La Municipàl a Diego Rivera, dai Mundial ai Nu Shu

Salentino d.o.c., originario di Galatina, scrive canzoni fin da bambino, inizia a collezionare premi con la sua prima band quando aveva solo 15 anni ed attualmente è impegnato in diversi progetti musicali attraverso i quali esprime le sue molteplici personalità artistiche.

Parlare di Carmine Tundo, classe 1987, autore, produttore, musicista e arrangiatore, non è un’impresa facile, soprattutto voler sintetizzare la sua carriera nello spazio che mi concede questo articolo, quasi come tentare di far entrare due litri d’acqua in una bottiglia da mezzo litro….
Si, perché le caratteristiche di questo ragazzo dal piglio malinconico sono proprio la poliedricità del suo talento e l’indole caleidoscopica, che si tramutano in voglia di sperimentare e necessità di salire su un palco per indossare il vestito che più gli calza a pennello: quello della dimensione live.

Carmine Tundo – Foto dai profili ufficiali dell’artista

Carmine è conosciuto soprattutto per essere una delle due metà de La Municipàl, band che nasce come un progetto autobiografico dove milita insieme alla sorella Isabella, che oggi rappresenta una delle realtà più interessanti della musica italiana e che fin dall’esordio del 2013 ha ottenenuto immediatamente consensi di critica e di pubblico, sia con il singolo “Via Coromari”, sia come ‘opening act’ durante i concerti di molti artisti tra cui i Subsonica e Niccolò Fabi.

Il primo disco, “Le nostre guerre perdute“, è del 2016 (anno in cui il duo arriva in finale al ‘Premio Buscaglione’ e si aggiudica anche il ‘Premio MEI’) ed analizza la difficoltà di comunicazione e di comprensione – da cui l’immagine di copertina con i due volti bendati – in un periodo in cui la realtà mediatica prende sempre più il sopravvento.
È un manifesto all’incomunicabilità, allo stare vicini ma non capirsi, al sentirsi ma non ascoltarsi, un’esplorazione intensa e profonda dei vari stati d’animo popolati da differenti solitudini attraverso testi schietti e diretti, a volte ruvidi e altre sussurrati ma sempre velati da toni nostalgici, in cui ognuno può ritrovarsi e leggere gli affanni di una generazione che le guerre, oggi, molto spesso, le perde in partenza.

Foto dai profili ufficiali dell’artista

Tanti i brani di spicco tra cui “L’universitaria fuori sede”, “George (my ex-penfriend)”, “Valentina Nappi”, ma anche “Lettera dalla provincia leccese” e “L’accademia delle belle arti” (pezzo, questo, il cui bellissimo video in Time-Lapse è un viaggio mozzafiato tra il barocco di Lecce) da cui traspare un rapporto particolare con la terra d’origine in cui Carmine sceglie di ritornare a vivere e lavorare dopo aver vissuto fuori per diverso tempo.
“B Side” racchiude i brani più intimi de La Municipàl e in un certo senso ‘recupera’ quelli che erano rimasti ‘sospesi’ durante il periodo di gestazione tra il precedente lavoro e il successivo.
Tundo si conferma essere una penna raffinata e originale, un autore intenso e carismatico; il valore aggiunto ancora una volta è la voce di Isabella, pulita e limpida, che lo accompagna magistralmente nei ritornelli di alcuni pezzi come “Cartoline di fine estate” brano che, rimasto nel cassetto per tanto tempo, è stato ripreso come singolo nel 2019.


Nel frattempo i due fratelli di Galatina mettono a segno l’album “Bellissimi difetti” che non delude le aspettative ma conferma le loro potenzialità e la capacità di emozionare con pezzi di pregevole fattura.
Il disco offre una chiave di lettura per guardarsi dentro, per riscoprire l’identità di se stessi, una sorta di cammino cosciente e progressivo verso l’accettazione e la valorizzazione dei propri difetti, una ribellione alla superficialità, all’“apparire” piuttosto che all’“essere”, a recuperare la profondità dell’animo umano sminuita dall’importanza dell’estetica e dei selfie perfetti.

Contiene perle di grandissimo valore come “Il funerale di Ivan” oltre a “Vecchie dogane”, “I mondiali del ‘18”, “Italian Polaroid”, “Mercurio cromo” e “Punk Ipa” che come singoli hanno anticipato il lavoro e non mancano citazioni illustri a Lucio Battisti e David Bowie.
A giugno 2021 La Municipàl, forte degli oltre 13 milioni di ascolti su Spotify e oltre 11 milioni di views su YouTube, torna ancora a sorprendere con “Per resistere al tuo fianco”, altro album di grande forza espressiva, molto denso, più cupo dei precedenti, più strutturato, più potente, più intimista, più sincero possibile nei testi e nel suono, che evidenzia la crescita esponenziale della band.
Nel disco, il quarto in ordine di tempo, che chiude il percorso del progetto “Per resistere alle mode” inaugurato l’anno precedente con la pubblicazione di 4 doppi singoli rilasciati in digitale e in formato vinile 45 giri a tiratura limitata, Carmine racconta storie reali che attingono dal vissuto personale, senza autocensura, con un linguaggio immediato ed esplicito e con sicuramente una maggiore maturità compositiva, la cui protagonista è ancora una volta quella malinconia introspettiva che lo caratterizza. Un piccolo capolavoro in cui la musica diventa un’àncora di salvezza per sentirsi meno soli nei periodi difficili, perfettamente allineato con tutto ciò che La Municipàl ha prodotto fino a quel momento, 12 tracce straordinarie tra cui non si può non citare “La terza stagione di Dark”, “Finisce qui”, “Quando crollerà il governo” e “Fuoriposto”.

La musica è il mezzo attraverso cui Carmine Tundo veicola la sua interiorità e diventa evocativa se firmata Diego Rivera, pseudonimo con cui a fine 2020 partorisce “Gran Riserva”, una raccolta di storie -raccontate con romanticismo ed ironia- che si susseguono come in un film, un disco dinamico contraddistinto dal mescolarsi di sonorità salentine e latino americane, anticipato dai singoli “Santa Maria al bagno” e “Malvasia nera”.


Per il cantautore il ripartire sistematicamente da zero è una necessità artistica e creativa, un modo di esistere, lasciarsi andare e vincere le battaglie interiori che tra buio e luce, abissi e rinascite lo portano a confezionare opere d’arte che dipinge con tutte le sfumature della sua sensibilità.
Ed è proprio questo il punto di forza che lo rende unico e originale: essere totalmente se stesso senza piegarsi ai dettàmi dei diversi sound del momento, soprattutto con Diego Rivera con cui può liberare in musica il flusso dei pensieri senza essere necessariamente costretto nella struttura di una canzone classica.

Foto dai profili ufficiali dell’artista

Altro progetto parallelo è quello dei Mundial, nato a marzo 2021 insieme ai musicisti Roberto Mangialardo e Alberto Manco, per la necessità di sperimentare un percorso sonoro che congiunga la tradizione musicale della loro terra con l’elettronica moderna: i suoni si fondono e il risultato è una magia. L’idea infatti è recuperare le storie e le filastrocche popolari e innestarle in un sound sperimentale creato dai campionamenti dei suoni del paesaggio pugliese come il canto delle cicale e i rumori della natura ottenendo nuove sonorità incisive e incalzanti.
Il 29 settembre scorso il trio rilascia “Centucruci” contenuto nel primo album “Scercule“, prodotto e registrato da Carmine presso Discographia Clandestina.

Insomma, il ragazzo poco più che ventenne che col nome d’arte di Romeus (un album d’esordio prodotto da Corrado Rustici per la Sugar di Caterina Caselli) partecipava tra le ‘Nuove proposte’ al Festival di Sanremo del 2010, di strada ad oggi ne ha fatta davvero tanta.
Tra le tappe di questo cammino la vittoria assoluta della 22ª edizione di Musicultura con “Caviglie Stanche”, brano dalla delicatezza disarmante che gli permette di conquistare anche il Premio della Critica, il progetto noise-rock “NU-SHU” insieme a Giuseppe Calabrese, duo particolarissimo composto solo da basso e la sua batteria i cui pezzi suonano estremamente potenti e ovviamente l’attività solista a cui il cantautore ancora torna a dedicarsi nel 2018 pubblicando il primo ed il secondo volume del suo progetto “Nocturnae larvae”.

L’attività di produttore, arrangiatore e autore, lo porta inoltre a scrivere canzoni per altri artisti come ad esempio ”Il tempo non inganna” di Malika Ayane stesa a quattro mani con lei e “Via” degli Après La Classe.
A febbraio di quest’anno Carmine ha capitanato la ‘resident band’ del programma televisivo “Tonica” di Andrea Delogu, in onda su Rai 2, sfida che ha deciso di accettare nonostante sia risaputo che con le telecamere non abbia un rapporto proprio idilliaco e che ha vinto nel migliore dei modi possibili. Sempre in tv, stavolta sul primo canale, recentemente si è fatto applaudire durante il “Meraviglioso Modugno Show” dove -insieme a Cristiana Verardo, Roberto Mangialardo, Alessio Gaballo e Alessandro Dell’Anna- ha interpretato straordinariamente “Malarazza”, “L’avventura” e “Nel blu dipinto di blu” ed ha accompagnato le esibizioni di tutti i colleghi.
Insomma, vale la pena di andare a scoprire Carmine Tundo e il suo infinito talento… e mi raccomando preparate il cuore ad uno tsunami emotivo!

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