Cosa resta del 2022 giallorosso – Inizia la corsa salvezza

Terzo ed ultimo appuntamento sul 2022 giallorosso. La corsa è stata interrotta sul più bello, ma il Lecce è pronto a ripartire. Vediamo Cosa Resta delle prima manche della lotta salvezza.

Per il Lecce la serie A non è una novità. L’obiettivo è restarci a lungo, fermarsi lassù a godere del panorama, e conquistare una stabilità che la piazza merita. La scalata inizia a ferragosto e a dicembre, per i Mondiali in Qatar, tira un lungo respiro prima di ripartire.

Vediamo Cosa resta della prima Manche della lotta salvezza.

Numbale

Presentarsi nel 2022 in serie A con la rosa più giovane del Campionato (età media 23,3) anni è una scommessa non da poco, per qualcuno una follia, ma un progetto che l’Unione Sportiva Lecce ha sposato in toto fin da subito. Tenere duro durante le fasi di un progetto così ambizioso non è facile. Servono convinzione, caparbietà e unità d’intenti forti per tenere il timone dritto anche quando la barca è in tempesta e la rotta sembra smarrita.

Al di là delle assenze forzate, ad esempio, l’esordio di fuoco al Via Del Mare contro l’Inter vedeva titolari, contemporaneamente, due 22enni sull’esterno di difesa (Gendrey e Gallo), un debuttante in A al centro (Baschirotto) e, addirittura, un 20enne “prodotto” della primavera, al debutto assoluto in prima squadra, come Joan Gonzalez. Un’autentica follia, se si pensa che storicamente in A le squadre che mirano alla salvezza vengono imbottite di giocatori “di categoria”. Ma il Lecce no, l’idea di calcio è diversa, unica, dogmatica: giovani, buoni prospetti in rampa di lancio, di proprietà.

L’avvio di campionato è ottimo sul piano del gioco, meno su quello dei risultati, e si fa presto a dire già a Settembre che la scommessa è facilmente persa. La prima impressione è che i giovani siano inadeguati, il livello troppo alto e che manchi qualcosa. E qui nasce lo sfogo (scaramantico più che di frustrazione) di un comandante navigato come Pantaleo Corvino che al grido di “30 minuti giocati, due spezzoni di partita, subito, Numbale” rivendica le scelte del passato che tanto bene hanno fatto al Lecce con giocatori come Chevanton, Vucinic e Bojinov lanciati da giovanissimi e diventati poi pedine fondamentali. Ma le prime impressioni sono così, sono fatte per essere smentite. Si fa presto a dire che è tutto sbagliato. Subito, Numbale.

Lorenzo Colombo, Attaccante del Lecce

Numbale al contrario

Lo ricorderete, il protagonista di quello sfogo fu Lorenzo Colombo, 20enne attaccante scuola Milan alla prima chance in Serie A con il Lecce. Il ragazzo nei primi spezzoni non impressionò affatto, sembrava spaesato e impacciato, e l’epiteto gli fu presto cucito addosso. Ma ci fu una notte di fine agosto a Napoli in cui le prime impressioni, come dicevamo, dovettero ricredersi. E dire che, invece, Lorenzo addirittura sbagliò un rigore. Ma la magia è tutta lì, nel coniglio che salta fuori dal cilindro proprio dopo quella manciata di secondi di suspense. E lì, nella notte partenopea, Colombo scagliò sotto il sette uno dei gol che rimane tra i più belli di tutto il campionato. E da lì, in quella notte, è partita una storia diversa per il Lecce ed i suoi ragazzi, una storia di riscatto per chi partiva da Numbale e vuole dimostrare che, in fondo, non è proprio così male. Baschirotto, Ceesay, Banda, Colombo, lo stesso Gallo che in A veniva giudicato “inadeguato” dalle impressioni del primo momento. Ragazzi su cui il Lecce ha costruito un percorso fatto di tanti pareggi, di qualche sconfitta ma anche di vittorie. Prima tra tutte quella del riscatto di questi ragazzi. Numbale, si. Ma al contrario.

L’Argentina Campione dei Mondiali in Qatar 2022

Mannaggia il Qatar

E proprio quando il sogno iniziava a carburare, dopo le 2 vittorie di fila in 3 giorni contro Atalanta e Sampdoria, la giostra si è fermata sul più bello. Tutta colpa dei Mondiali in Qatar, una manifestazione che solo i cervellotici teatranti del calcio potevano immaginare d’inverno, nel pieno della stagione. E’ stata però l’occasione per tirare il fiato e le somme sulla prima parte di stagione, raccogliere il buono e il brutto fatto finora, prendere coscienza della possibilità concreta di farcela se lo si vuole con tutte le proprie forze. Il “peccato” deriva dal fatto che si veniva da un crescendo, con ragazzi che stavano via via entrando nella forma migliore acquisendo minuti, prestazioni e sicurezza. Anche chi era partito così e così, come Di Francesco, Colombo e Banda, stava trovando la continuità giusta per essere incisivo. Nella sosta si è lavorato molto, dietro la scrivania e sul campo, per tenere alta la tensione e spiegare bene che il +8 sulla zona salvezza più che un traguardo è un buon auspicio per il futuro che solo il lavoro potrà trasformare in obiettivo raggiunto. La truppa di Baroni ha svolto un vero e proprio ritiro in vista del tour de force al rientro, con un gennaio subito decisivo per gli equilibri della zona salvezza. La Società e i direttori dell’area sportiva lavoravano già da tempo per preparare una ripresa ed un mercato di “riparazione” all’altezza dell’incoraggiante avvio di stagione. Tutto e di tutto, pur di mantenere la continuità interrotta sul più bello, mannaggia il Qatar.

Siamo giunti alla fine di questo nostro percorso di rilettura del 2022 giallorosso, e la soddisfazione più grande rimane il fatto di averlo non solo vissuto appieno, ma anche fissato in queste righe insieme a voi.

Domani è Capodanno, Mercoledì 4 gennaio il Lecce torna finalmente in campo contro la Lazio. Una data attesa per ben 54 giorni, che non saranno come i 365 del Capodanno, ma che rappresentano comunque un’eternità per chi respira, sospira e vive giallorosso.

Auguri a tutti, ci vediamo il 4 al Via del Mare!

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