Uscirà domani 29 novembre il primo docufilm di Emma Marrone “Sbagliata ascendente Leone”, uno spaccato di vita vera proiettato su due anni e mezzo della cantautrice salentina, vissuti tra gioie e dolori.
Sbagliata Ascendente Leone non è la classica accozzaglia messa in piedi giusto per creare un contenuto, ma è un ritratto onesto e senza filtri di un’artista che non si è mai piegata alle avversità della vita.
Mamma Maria, papà Rosario (scomparso da poco e al quale Emma dedica l’intero progetto), il fratello Francesco e il nonno Leandro: il documentario si apre con questo ritratto di famiglia, con loro seduti intorno ad un tavolo a raccontarsi la vita. E già da subito si percepisce quanto la famiglia sia davvero la sua ancora di salvezza, quel posto sicuro in cui rifugiarsi ed essere semplicemente Emmanuela. “Se non sai da dove vieni non saprai dove andare. La mia famiglia è sempre stata la mia ancora, non ho paura di fare le mie cose perché so che loro sono sempre lì” ha detto la cantante.

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“Io sono una privilegiata, faccio il lavoro che ho sempre sognato sin da bambina. Ho sempre questo senso di gratitudine nei confronti della vita”; e sentirlo dire da una che nella vita ne ha passate davvero di ogni è strano, ma lei è così. Emma è una di quelle alle quali la vita non ha risparmiato nulla: il male che torna tre volte, il padre scomparso da poco, ma la forza della guerriera che è dentro di lei la spinge sempre a rialzarsi.
Se dovessimo usare un termine per descrivere questo docufilm sarebbe “Rivincita”: rivincita nei confronti della vita che l’ha messa più volte a dura prova, rivincita nei confronti dei pregiudizi, perché secondo molti un artista uscito da un talent non è degno di essere chiamato tale. Ma se c’è un’artista che si è sudato ogni centimetro del suo successo è proprio lei.

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